mercoledì 29 marzo 2023

preparazione dei dolci pasquali


#RicordiQuaresimali d'infanzia
Era diversa la preparazione dei dolci di Pasqua quando ero piccola io? Si certo, andavamo a casa dalla nonna tutti, ma proprio tutti noi "i piccini" i nipotini, le zie, le cognate delle zie, le cugine  più grandicelle e le loro amiche ma soprattutto Lei, la regina delle regine, mia nonna Mariagrazia Persichilli vedova Clemente. 
Custodiva gelosamente il libro mastro dei pesi e delle misure di intingoli, misture, ricette e delle correzioni e aggiunte.
 Sacchi di farina bianca, di semola, di mais, mensole di formaggi e salumi, vesciche di sugna e ceste e ceste di uova di galline nostrane e cestini di uova di papera e di quaglia in attesa che...
 Tenessimo lontane le nostre zazzere svolazzanti e le mani sudice, fino a che non giungesse il fischio assordante di un piffero di legnetto che ci chiamava a raccolta 
L' adunata delle " criature" per insegnare la tradizione proseguiva con la nostra "vestizione" con i maccaturi del nonno, che facevano da cuffiette per capelli, ex tovaglie in disuso che diventavano "grembiulini niente male" e poi ...
il terrore nostro, il lavaggio delle mani e la tortura finale dello stuzzicadenti usato come netta unghia e finalmente il via per aiutare a fare: raffaiuoli, pizzopanari a munacielli, a colombelle e a casupole lle. 
Il tutto sotto l'attento sguardo dell'Imperatrice regina che ad ogni nostra disattenzione con un tocco di cucchiarella sul tavulillo ci allertava a riprendere con serietà gioiosa il lavoro. 
A quelli di noi che avevano dimostrato di essere più capaci e attenti a quello che si faceva veniva perfino concesso aiutare a preparare il naspro.



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